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Torino, 22 aprile 2013

Si è parlato di...

… Crowdsourcing e Successo d’Impresa

Tutte le strade portano alla community

 

Martedì 16 aprile presso la Feltrinelli Express di Porta Nuova Torino si è svolta un inedita versione dell’ Oggi si parla di… Special Edition. L’evento, organizzato dalla ESPM in collaborazione con L’APCO (Associazione Professionale Italiana Consulenti di Management) e l’HBR (Harvard Business Review), la più importante rivista di Management d’Italia.

L’appuntamento del mese di aprile è iniziato sul finire del pomeriggio e ha visto l’intervento di quattro professionisti del settore, intervallati dalla mediazione di un esperto Roberto Villa.

Il tema sul tavolo dell’incontro, oggetto di ficcanti considerazioni, è stato il fenomeno del crowdsourcing e gli ospiti che si sono dilettati nella sua attenta disamina sono stati: Elisa Martinotti, Programme Manager presso la Microtecnica SpA, Enrico Sassoon, Direttore della rivista HBR Italia, Davide Dettori, imprenditore nel campo della prevenzione medica- presso l’Im3D SpA e Marco Beltrami, Presidente del’ APCO Italia.

Come illustrato nell’agile introduzione del Presidende dell’APCO Piemonte, Claudio Barella, il termine crowdsourcing è di origini recenti e si vorrebbe riferito ad una gestione della massa, intesa come insieme di persone con interessi e aspetti comuni. Un utilizzo sia degli aspetti volontaristici che di quelli cooperativi di gruppi allargati di individui posso rivelarsi estremamente preziosi per le imprese. La capacità di condivisione delle numerosissime abilità diffuse è oggi giorno resa ancora più ipertrofica dall’utilizzo strategico del web (e delle community che lo costellano).  Inoltre, può rappresentare un punto molto importante nel campo del successo d’impresa poiché offre un nuovo modo di fare impresa, a prescindere dai finanziamenti provenienti dall’alto.

L’incontro ha visto un primo intervento di Enrico Sassoon che ha esposto (alcune interessanti considerazioni) l’importanza dell’interazione tra le persone nell’attuale modello di mercato. Una nuova morfologia dove gli imprenditori in possesso di un’idea non si concentrino a cercare subito sponsor e finanziamenti (che verranno in un secondo tempo) ma in primis la vadano a testare con i clienti. Un cambiamento che sottende a un aspetto ben sintetizzato da Sassoon: “il mercato non cede più all’offerta ma si sposta verso la domanda”.
Dall’altra parte, i canali di ricerca aziendali si stanno ampliando notevolmente e vengono coinvolti sia l’ampio pubblico che naviga tramite la rete e sia i competitors. Questa strategia intesa a sfruttare le nuove dinamiche, prevede che l’azienda intenzionata a trovare una qualche soluzione, proponga un problema a delle community on line e ne possa ricevere risposte. L’alta quantità di persone coinvolte comunque richiede che si debbano vagliare tutte le risposte. Questo nuovo iter esige una piattaforma informatica che per la maggioranza dei casi e livelli non risulta essere onerosa.

All’intervento di Sassoon hanno contribuito le testimonianze personali e le riflessioni di Davide Dettori e di Marco Beltrami.

L’esperienza lavorativa del dottor Dettori, incentrata sul campo medico, lo ha portato ad affermare che nel suo ambito l’investimento nella prevenzione giochi un ruolo fondamentale perché è dalla prevenzione che si che si possono fare enormi passi avanti, ed è quello il settore in cui innovare (attività che da un valore aggiunto irrinunciabile) e investire di più. Infatti, nella sua immagine di impresa, il focus andrebbe calibrato sullo start up. Questa fase, secondo Dettori, non ha un tempo determinato, il tempo diventa il valore e cruciale risulta riuscire a tenere il focus sul piano industriale, senza distrazioni.

Forse uno dei concetti che più hanno segnato l’intervento del Dettori, che più anno riscosso condivisione tra l’attento pubblico, è stato quello di “maternità del progetto: la consapevolezza del progetto come la passione che hanno le mamme rispetto alla crescita dei propri figli, anche se questo spesso può rubare la vita”.

Parallelamente, gli interventi di Beltrami hanno cercato di evidenziare un aspetto molto vicino a chi fa impresa e la gestisce: “l’idea forte ce l’ha sempre l’imprenditore ed è il cliente(con le sue aspettative da cogliere) che fa il successo dell’azienda, non il consulente”.
Nelle condizioni attuali la tecnologia gioca un ruolo forte sia nel campo delle strategie che nell’ambito degli investimenti finanziari, infatti questa, secondo Beltrami, ha cambiato l’attuale modello di business. La tecnologia sta, tramite la rete, offrendo un forte potenziamento all’interno del quale il crowdsourcing, come sistema di suggerimenti industrializzato, trova agevole attuazione.

Le interessanti puntate della dottoressa Martinotti hanno contribuito a completare il quadro della serie di interventi che hanno composto l’Oggi si parla di… Special Edition. Elisa Martinotti ha convincentemente sottolineato come “il tempo e la sua proficua gestione siano innegabilmente una  risorsa fondamentale in azienda e siano il campo dove il Project Manager possa  fare la differenza”.

Dal dibattito acceso e coinvolgente sono emersi alcuni case studies interessanti che hanno permesso di  gettare uno sguardo sinottico sul tema dell’utilizzo della “community”. Ad esempio casi come quelli della multinazionale Findus o della General Electric che, per la risoluzione di alcuni problemi tecnici, hanno saputo fare ricorso in modo proficuo al crowdsourcing. Questo utilizzo comunque richiede alcuni aspetti di cui si deve tenere conto:

•   chi utilizzi la massa in queste forme, deve prevedere come premiare quel membro, o parte della community, che abbia  effettivamente           contribuito al raggiungimento di una risposta giusta
•    la folla da spesso numerosi contributi, ma poi ci vuole comunque un tecnico che sappia valutare il tutto.

Per quello che riguarda il caso Italia, il crowdsourcing non è una via sempre praticabile. Ad esempio non è applicabile come modalità alle società di produzione; infatti queste hanno un importante vincolo a livello di proprietà intellettuale o segretezza che inficia all’origine l’utilizzo delle community.

Tra tutte le considerazioni fatte in merito al crowdsourcing, crediamo vadano visti anche altri aspetti meno coinvolgenti ma comunque presenti.

Spesso quando si parla della community la si chiama folla, questo concetto in comunicazione non viene più usato perché denota una massa omogenea di persone con gli stessi gusti, opinioni, pareri; un qualcosa che si muove sempre nella stessa direzione ed è manipolabile. Un concetto, quello di massa, molto studiato (E. Nolte, E. Hobsbawm, N. Tranfaglia) e con le radici in un  lontano passato: partito alla fine del ‘700 ha poi raggiunto un controverso punto apicale nella prima parte del secolo scorso.

Questo concetto è contrario alle nuove teorie di comunicazione più indirizzate a settori di mercato ben determinate, ai target. Inoltre, gli imprenditori sanno di dover fare molta attenzione poiché il crowdsourcing può facilmente portare un’azienda fuori strada.
Un rischio presente riguarda il fatto che non sempre la massa costitutiva della community di riferimento rappresenti effettivamente il target di interesse dell’azienda. Questi aspetti possono creare degli apparenti vantaggi che finiscono col generare un vulnus nelle strategie aziendali, con pesanti ricadute sul core business. Un rischio che spinge gli esperti a dover considerare, come avrebbero detto autorevoli menti, gli aspetti dialettici di questo illuminato modo di fare impresa.

 

 

 

 

 

La ESPM ad aprile al PMI Global Congress 2013—EMEA ad Istanbul

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Torino 19 aprile 2013

 

Dal 22 al 24 aprile 2013 si terrà il PMI Global Congress 2013—EMEA, ad Istanbul (Turchia). Anche a questa opportunità l’ ESPM sarà presente nella figura dell’Ing. Omar Zein, formatore della European School of Project Management.pmi-congress

Il congresso turco vedrà la partecipazione di oltre un migliaio di esponenti del mondo internazionale del Project Management, Programme and Portfolio Management. Nel corso dell’evento gli invitati dibatteranno sulle ultime tendenze e sull’evoluzione del Project Management nel contesto attuale.

La partecipazione dell’Ing. Zein segna un nuovo riconoscimento del valore dell’attività di indagine da lui svolta nell’ottica multiculturale dei progetti. Il peso delle differenze culturali e la loro gestione sono da tempo elementi di centrale importanza nelle sue opere tra cui il Cultural Complexities in Multicultural Projects, un white paper pubblicato all’interno del PMI Global Congress-Marseille, Francia, nel 2012.

Quest’ultima opera è un bel tassello nella prolifica attività di ricerca di Omar Zein, attualmente impegnato nella stesura del libro The Culturally Aware Project Manager, che verrà pubblicato dall’Editrice Gower Press Ltd nel 2014. Un’opera ricca e attesa che ha come tema centrale l’importanza degli aspetti multiculturali nella gestione dei progetti. Si tratta di un’attenta ricerca che vuole evidenziare  l’essenziale necessità di saper gestire le differenze culturali nei progetti (pianificazione, responsabilità, rischio e comunicazione) e offre un piano strutturato per sviluppare quello che l’Ing. Zein chiama cultural tuning (sintonizzazione culturale) nell’ambiente del progetto.

La ESPM, apprezzando il costante interesse che le sue ricerche di carattere multiculturale suscitano, si complimenta nuovamente per il valore che Omar Zein continua ad apportare alle competenze formative della European School of Project Management.

 

 
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Torino, 04 marzo 2013

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… Produttività individuale nei progetti

 

Sapere gestire il tempo in modo professionale: questo è stato il tema sviluppato da Rosario Rizzo, formatore certificato PMP, Prince2, ISIPM e MCTS Project, all’incontroOGGI SI PARLA DI… tenutosi mercoledì 27  febbraio presso la libreria la Feltrinelli di Torino Porta Nuova. Un gradito appuntamento che a scadenza bimestrale la ESPM propone al suo pubblico ed ex-allievi.

Spesso non si riesce a gestire al meglio il proprio tempo a causa di imprevisti, urgenze impellenti, un sovraccarico di lavoro sovente accompagnato da cattive abitudini. Questi aspetti  non possono che impattare negativamente sulla gestione di un progetto richiedente delle tempistiche determinate e deadlines da rispettare e da far rispettare. In aggiunto, le risorse umane impegnate spesso possono dedicarvi solo una parte del proprio tempo lavorativo al lavoro del progetto. Da questo nasce l’indispensabile esigenza di saper gestire il tempo personale  e quello del proprio team di lavoro.

Ad un pubblico partecipe  è stato dimostrato come  il buon senso non possa essere sufficiente  per gestire questi problemi, e che  ad oggi esistano numerosi strumenti in grado di darci un  aiuto sia  nel contenere le situazioni di stress costante sia nel incrementare metodicamente l’efficacia del nostro lavoro quotidiano.

Il filo rosso dell’intervento è stato il necessario utilizzo sinergico di metodi (criterio per svolgere al meglio una attività) e strumenti  per una proficua gestione ottimizzata del tempo. Tra i metodi a cui il relatore ha fatto concretamente riferimento si deve ricordare il noto GTD–Getting Things Done: un sistema di gestione e organizzazione del tempo, elaborato in più di venti anni dall’americano David Allen, che parte dal presupposto secondo cui le persone abbiano la  necessità di sgombrare la propria mente dall'assillo di dover ricordare compiti, appuntamenti e dettagli. Utilizzando memorie esterne come sistema fidato (una casella di posta elettronica o un registratore, un notebook, un PDA) si può tener traccia delle cose da fare e al contempo mantenere la mente lucida e sgombra, stato mentale evocativamente riassunto dal relatore nella metafora mind like water.

Inoltre Rosario Rizzo, pescando sapientemente nella sua lunga esperienza nel settore, ha arricchito la sua esposizione con riferimenti ad altri utili metodi di time management come il Zen To Done (ZTD) e il Metodo del Pomodoro, suggerendo caldamente una efficace ed efficiente integrazione con uno strumento come Evernote, ad oggi ritenuto il miglior software per la gestione delle informazioni personali.

In un concreto résumé conclusivo, è stato ribadito come tali tecniche e strumenti, che metodizzano il tempo a disposizione giorno per giorno, possano fare  la differenza in ambienti estremamente competitivi:  risorse a portata di utilizzo che spesso si tende a credere  più complesse di quanto non siano in realtà, risultando di conseguenza poco sfruttate.

L’incontro ha visto un alta partecipazione di interessati  ed esperti del settore del project management, tra i quali la gradita presenza di membri di APCO Piemonte. La capacità del relatore di saper ben amalgamare gli aspetti concreti con quelli teorici, unito al taglio pratico che immancabilmente contraddistingue gli eventi organizzati dall’ESPM, ha suscitato un largo e manifesto apprezzamento nei partecipanti.

L’incontro ha visto un alta partecipazione di interessati  ed esperti del settore del project management, tra i quali la gradita presenza di membri di APCO Piemonte. La capacità del relatore di saper ben amalgamare gli aspetti concreti con quelli teorici, unito al taglio pratico che immancabilmente contraddistingue gli eventi organizzati dall’ESPM, ha suscitato un largo e manifesto apprezzamento nei partecipanti.

Lo spazio OGGI SI PARLA DI… è costituito da una serie di eventi gratuiti e si propone come un punto d’incontro e di aggregazione periodica tra allievi, collaboratori dell’ESPM e membri della comunità manageriale, tanto per condividere le proprie opinioni quanto per promuovere diversi aspetti legati al Project Management in Italia. Gli incontri presso la Feltrinelli Express della Stazione Torino Porta Nuova, sono ormai appuntamenti consueti all’interno del panorama del management torinese.

 

 

 

 

ESPM will be present at PMI Sweden’s Third Annual Congress

Turin, 12th February 2013


Omar Zein, ESPM boardmember and co-founder of Projectize S.r.l., will be the closing keynote speaker at the PMI Sweden Chapter’s third annual congress which will be held in March in Münchenbryggeriet, Stockholm.
The congress will be attended by about 500 people, including four keynote speakers from the field of project, program and portfolio management, all from different industries and organizations. Along with being an ESPM boardmember and PRINCE2® & MSP® Practitioner, Omar Zein teaches numerous courses that deal with issues such as program and portfolio management and the multicultural aspects of projects.

He works as a consultant and trainer both in Italy and Great Britain while continuing his research specializing in the cultural dimension of the projects.
He is the author of the paper Cultural Complexities in Multicultural Projects published in the PMI Global Congress in Marseilles, France, in 2012.

 

Omar Zein’s presentation during the Congress in Sweden will collect different experiences to analyze the way in which a project manager and team can change their approach to transform negative cultural effects in favor of the project and make it work favorably for the team.

ESPM, congratulates Omar for the interest shown in his research in multicultural projects, and looks forward to his return and the contribution that this experience will add to the training skills of the European School of Project Management.

 

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